Quando Sebastian Vettel ha esordito in Formula 1, il suo unico obiettivo era la competizione. “Da rookie, mi concentravo solo sulla gara. Era l’unica cosa che contava per me durante la giornata”, ha raccontato nel podcast “Sportsworld” della BBC. Tuttavia, con il tempo, il suo punto di vista è cambiato radicalmente. Guardando indietro alla sua carriera, c’è un aspetto che gli pesa particolarmente: “Mi rammarico di non aver parlato prima di certi temi importanti”.

Solo col tempo Vettel ha capito l’influenza che un atleta professionista può avere sulle persone. “Da giovane non avevo realizzato il potenziale che si ha nel poter ispirare gli altri”, ha ammesso. Oggi, invece, cerca di utilizzare la sua visibilità per sensibilizzare su questioni che ritiene fondamentali, come la sostenibilità ambientale.

L’ex pilota ha investito anni in iniziative per la tutela dell’ambiente, partecipando come ospite in scuole per promuovere stili di vita più sostenibili. Ma questo lo rende incoerente rispetto al suo passato?

“Accetto questa critica”, ha dichiarato in un’intervista con il Tages-Anzeiger. “E sì, sono il più grande ipocrita che ci sia quando parlo di ambiente, considerando che ho viaggiato in tutto il mondo per anni, e non certo in economy, ma in business o in prima classe”.

Nonostante ciò, Vettel non crede che il senso di colpa sia la soluzione. La vergogna non ci porterà a una soluzione; solo affrontando il problema e cercando risposte potremo risolverlo, ha spiegato.

Dopotutto, secondo lui, tutti conviviamo con qualche forma di incoerenza: “Ci piacciono cose che sappiamo non essere ecologiche. Dobbiamo davvero prendere un aereo per andare in vacanza in Thailandia? No. Ma è un posto meraviglioso”.

La sua visione non è quella di eliminare certi comportamenti, ma di trovare alternative più sostenibili. “Non dico di vietare i viaggi, ma di sviluppare tecnologie che ci permettano di farlo in modo più rispettoso dell’ambiente”.

Secondo Vettel, anche la Formula 1 deve cambiare se vuole mantenere il suo posto nel mondo dello sport. “In paesi come la Germania ci si chiede se sia ancora in linea con i tempi. Se la Formula 1 non trova risposte alle domande più importanti, rischia di subire una pressione sociale così forte da mettere in discussione la sua esistenza”.

Nonostante ciò, Vettel non crede che la Formula 1 debba essere abolita. “Ha una sua ragion d’essere, ma per restare rilevante deve evolversi, specialmente dal punto di vista tecnologico”.

Il campionato sta già facendo passi avanti: dal 2026 introdurrà carburanti sostenibili, con l’obiettivo di diventare a impatto zero entro il 2030.

Vettel riconosce che la Formula 1 ha il potenziale per essere un modello di innovazione: “Non è il primo sport a preoccuparsi di sostenibilità, ma ha enormi possibilità”, ha dichiarato alla BBC.

Il denaro è un fattore chiave in questo processo: “In Formula 1 ci sono risorse economiche, e i soldi possono portare cambiamenti. Se il campionato riesce a innovarsi, potranno farlo anche altri grandi eventi, dai concerti agli altri sport”.

 
Sezione: News / Data: Gio 03 aprile 2025 alle 06:30
Autore: Francesco Franza
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